L’apatia in una casa di riposo è uno dei segnali a cui il professionista di una struttura assistenziale deve rivolgere maggiore attenzione.

Non si tratta di una condizione negativa che coinvolge gli anziani esclusivamente nelle prime fasi del trasferimento, ma di un senso di smarrimento e inattività che può presentarsi ciclicamente: soprattutto se l’anziano non si trova immerso in un ambiente capace di stimolarlo e di farlo sentire vivo.

Spesso, la soluzione consiste nel creare spazi positivi che possano incoraggiare l’apatico dal punto di vista fisico e mentale.

Qui a Villa Iris lo facciamo ritagliando momenti di interazione e predisponendo tante attività ricreative come art therapy, danzaterapia e attività fisica.

Ma non è soltanto una questione di farli sentire coinvolti: l’apatia riguarda l’interiorità degli ospiti di una casa di riposo e va spesso monitorata e tenuta sotto controllo.

In quest’articolo vi diremo come prevenire e cogliere tutti i segnali di questo stato psicologico in una casa di riposo. Vi daremo consigli su come combatterla e sulle soluzioni per risolverla.

Senso di apatia in una casa di riposo: nelle prime fasi è molto più diffusa

Come scrivevamo, il senso di apatia in una casa di riposo è una condizione che può presentarsi in ogni momento; ma che attraversa in modo particolare i primi istanti del trasferimento nella struttura.

Con il termine apatia, nella letteratura psicologica, si fa riferimento a una sensazione di vuoto e scarsa motivazione verso attività e situazioni che, normalmente, suscitano il nostro interesse.

Se questa condizione persiste, può essere causa di un malessere prolungato e di un progressivo abbandonarsi a se stessi. Nel caso di un anziano, può essere anche accompagnata a forme di decadimento cognitivo o, addirittura, a malattie neurologiche.

Ma perché tende a presentarsi maggiormente all’inizio della permanenza in una struttura?

Trasferire un parente in una casa di riposo significa catapultarlo in un contesto del tutto inedito.

L’anziano si allontana:

  • dai propri affetti;
  • dalla propria casa, fonte di ricordi e di nostalgia;
  • dalle abitudini, dai luoghi e dagli amici che frequentava.

Tutto questo, se non accompagnato da un inserimento graduale nell’ambiente e dalla vicinanza emotiva di figure di riferimento, può tradursi in un grande senso di vuoto in cui l’anziano, invece di conquistarsi nuovi spazi, decide di rinunciarvi e di rifugiarsi nel passato.

L'apatia in una casa di riposo è una sensazione che può sopraggiungere in alcuni momenti: dovuta spesso al fatto che l'ospite trova pochi stimoli nell'ambiente della struttura. Nella foto una donna anziana in preda a uno stato di confusione.

Visite dei parenti e supporto delle figure professionali per vincere la sensazione di apatia e ricominciare daccapo in una casa di riposo

In questo primo periodo, in cui si sperimenta una sensazione di apatia in una casa di riposo, è importante non soltanto il supporto di figure professionali, ma anche le visite dei parenti.

Più che frequenti, è importante che siano regolari.

La prima impressione diffusa che ha un anziano quando si trasferisce in una struttura è di aver tagliato ogni legame con la sua vecchia casa: questo, almeno all’inizio, può aumentare il suo senso di smarrimento, facendogli perdere interesse per il nuovo ambiente.

La regolarità con cui i parenti verranno a trovarlo gli farà capire che quell’affetto esiste ancora e che le persone a cui vuole bene non lo hanno dimenticato. Il sostegno fornito dai professionisti della casa di riposo, invece, gli fornirà un riferimento relazionale sicuro a cui affidarsi.

In questo primo periodo, per i parenti, è fondamentale essere presenti, ma mai invadenti.

In pratica:

  • fargli capire che si è disponibile ad ascoltarlo, a stargli vicino, a risolvere i suoi problemi;
  • rispettare i suoi spazi e i suoi tempi per ambientarsi;
  • non pretendere che si abitui subito né rimproverarlo se mostra delle difficoltà;
  • presentarsi come ancora e figura di riferimento costante nella sua vita.

L’apatia si accompagna spesso alla noia

L’apatia in una casa di riposo tende ad amplificarsi quando si vivono situazioni di noia.

Una condizione di cui sono vittima gli anziani che non si ambientano e che non trovano attività che possano distrarli.

Anche se può sembrare che, durante la terza età, una persona voglia soltanto rilassarsi e stare tranquilla, non è così.

Al contrario, un anziano ha un bisogno incredibile di socialità: ci tiene soprattutto a costruire legami duraturi e un ambiente sereno che lo faccia divertire.

Per questo motivo, gli spazi di una casa di riposo vengono organizzati in modo da incoraggiare l’interazione sociale:

  • sale comuni grandi in cui socializzare;
  • corridoi spaziosi;
  • giardini in cui passeggiare.

Ma se l’apatia è forte, l’anziano può rifiutare amicizie e attività a prescindere dall’organizzazione dello spazio, dando vita a una sorta di circolo vizioso.

Per questo motivo, è importante incoraggiare l’anziano a lanciarsi nel nuovo ambiente, ascoltandolo e facendolo sentire coinvolto.

In questo può essere molto utile la figura dello psicologo che, qui a Villa Iris, è sempre disponibile per colloqui individuali.

È importante dare il primo abbrivio realizzando una sinergia fra ambiente positivo, visite dei parenti, attività ricreative ed eventuali colloqui con psicologi, così da poter dare all’anziano gli strumenti giusti per ambientarsi.

Quali le attività ricreative più consigliate per abbattere malessere e apatia in una casa di riposo?

Malessere e apatia in una casa di riposo possono essere combattute mettendo a punto un ambiente dinamico, dove i professionisti organizzano spazi di interazione, ma anche con una serie di attività che possano aiutare l’anziano a migliorare l’umore e a farsi sentire apprezzato.

Queste ultime possono essere di due tipologie e recano molteplici benefici.

  • Attività artistiche: impegnarsi in lavori creativi come pittura e disegno aiuta l’anziano a migliorare l’umore, proprio perché, in un momento in cui si sente vuoto, si impegna in qualcosa di bello, beneficiando emotivamente del risultato. I benefici dell’art therapy sono ormai stati constatati in diversi ambienti. Studi scientifici hanno anche dimostrato come, in parte, possano aiutare a combattere il declino cognitivo.
  • Attività fisica: ginnastica dolce, danzaterapia e passeggiate sono un toccasana per fisico e umore. Non solo perché aiutano a migliorare prestanza e motilità, ma anche perché possono influire positivamente sul benessere psicologico.

Ma in linea generale, anche con attività minime come una semplice partita a carte, l’anziano in una casa di riposo può ritrovare energia mentale. L’importante è che non scivoli in un vortice di scoraggiamento e abbandono interiore.

Nella foto, una donna in uno stato confusionale soccorsa da professionisti di una casa di riposo.

I segnali dell’apatia fra gli ospiti di una casa di riposo: come riconoscerli

Il problema dell’apatia fra gli ospiti di una casa di riposo riguarda soprattutto la prevenzione e i segnali che possono essere colti.

Vi sono determinate avvisaglie comportamentali che vanno interpretate grazie a un’attenta osservazione.

Segnali che è più facile che notino i parenti, ma che anche i professionisti si impegnano a intercettare ogni giorno.

In generale bisogna stare attenti ai seguenti comportamenti.

  • Indifferenza per qualsiasi notizia e attività: che si venga informati di qualcosa di brutto oppure di buono, l’anziano si mostrerà spento e poco presente emotivamente nella risposta. Questo atteggiamento prevarrà anche a fronte di nuove attività che, normalmente, stimolerebbero il suo interesse, e anche per interessi abitudinari che hanno sempre avuto un impatto positivo sull’anziano.
  • Disinteresse per l’interazione sociale: l’anziano tenderà a isolarsi. Non cercherà attivamente relazioni sociali né reagirà a tentativi d’approccio da parte di altri.
  • Mancanza di entusiasmo: l’anziano apatico non mostrerà alcuna energia positiva verso cose che normalmente lo emozionavano. Anche il modo di comportarsi sarà meccanico e indifferente: legato alle sole necessità pratiche quotidiane.

Sono comportamenti individuabili a un livello sottile, guardando con attenzione la vita quotidiana dell’anziano.

L’analisi è sicuramente più facile per parenti che conoscono il proprio caro da molto tempo.

Se il vostro padre anziano si emozionava sempre parlando di pesca o di caccia, o anche semplicemente vedendovi quando passavate a trovarlo, e ora non ha più quella luce negli occhi, probabilmente c’è qualcosa che non va.

Ma anche un professionista può rilevare segnali d’allarme. Soprattutto con quegli ospiti dalle abitudini specifiche, che salutano sempre con un sorriso e sono soliti chiacchierare col personale.

La vicinanza dei parenti, del personale e, quando necessario, il confronto con lo psicologo, sono le soluzioni che si rilevano più efficaci.

Va precisato che, presi singolarmente, questi comportamenti non indicano nulla, se non un semplicemente momento di spaesamento. Serve che si presentino in modo prolungato e che siano inseriti nel quadro di una serie di comportamenti radicati e persistenti.

Condizione di apatia in una casa di riposo: attenzione ai momenti di festa

Come dicevamo, la condizione di apatia in una casa di riposo va monitorata perché può sempre tornare.

Anche se l’anziano si costruisce una propria nicchia, non dimentica mai veramente di essere lontano dai propri parenti e dai luoghi nei quali ha costruito ricordi e relazioni storiche.

Nostalgia e negatività sorgono sempre in momenti specifici, come quello delle festività e delle giornate estive, in cui si è abituati a trascorrere il tempo in compagnia.

In questi momenti, serve che, nella casa di riposo, si ricrei, per quanto possibile, la convivialità e la spensieratezza di certi contesti.

Altrimenti può esserci una ricaduta nell’apatia.

Nella foto, una dottoressa che soccorre un paziente.

Villa Iris: compleanni e attività ricreative per dare all’anziano punti di riferimento

Una cosa a cui teniamo molto a Villa Iris sono i compleanni; e non manchiamo mai di far sentire i nostri ospiti come ci si dovrebbe sentire nel giorno in cui si soffia sulle candeline.

Prepariamo dolci e cantiamo canzoni mentre, nel quotidiano, ci prodighiamo ogni giorno per rendere l’ambiente vivo e dinamico con sessioni di art therapy, danzaterapia e tante attività ricreative.

Il fine è far sentire i nostri anziani sempre vivi, pieni di fiducia e voglia di fare.

Se vuoi vedere un ambiente in cui si fa di tutto per offrire agli anziani sicurezza e spirito positivo, vieni a visitare la nostra struttura.

Ci impegniamo a creare un luogo piacevole per gli ospiti e anche per i parenti che verranno a trovarli.