Il trasferimento in una casa di riposo è un passaggio delicato per il quale è consigliabile prendere alcune importanti accortezze da parte dei parenti.
Stabilirsi in una struttura è emotivamente difficile. Questo perché l’anziano si trova costretto ad abbandonare un nido familiare sempre pieno di ricordi e riferimenti.
Chi vi si stabilisce deve ricostruire da capo i propri simboli e intrecciare una nuova rete di relazioni.
Per quanto noi di Villa Iris cerchiamo di mettere a proprio agio i nostri ospiti intrattenendoli in grandi spazi e sale comuni, coinvolgendoli in momenti ricreativi e sessioni di art therapy, la vicinanza emotiva e affettiva, in questa fase nevralgica, è una cosa fondamentale, che riguarda soprattutto i parenti.
Ma vediamo tutti i consigli per affrontare al meglio il trasferimento in una casa di riposo.
Trasferimento in una casa di riposo: molta resistenza da parte degli anziani
A tutti è successo di vederlo.
Nel momento in cui a una nonna viene comunicato il trasferimento in una struttura, questa fa qualunque cosa pur di restare nella propria casa natale.
Protesta, si scaglia contro le persone, nella convinzione che si tratti di qualcosa di catastrofico.
Questo a prescinder dal fatto che il ricovero sarebbe oggettivamente la decisione migliore, dal momento che l’anziana non è più autosufficiente.
Ma non è un caso che la reazione sia questa.
Gli anziani sono legati ai ricordi
Arrivati a un’età senile, il legame con il passato diventa profondo e viscerale; si esprime in modo nostalgico, idealizzando romanticamente gli eventi e i ricordi di un tempo.
Questa cosa è comune soprattutto nei casi di vedovanza e di morte del coniuge.
La casa in cui si è vissuti con il marito o la moglie defunta diventa sacra. Allontanarsi di lì può essere vissuto quasi come un tradimento verso se stessi e le persone a cui ci si sente legati.
Ma non è il solo motivo per cui l’idea di trasferirsi in una casa di riposo mostra tanta resistenza da parte dell’anziano.

Gli affetti e le relazioni di un anziano sono più che un semplice legame!
Parenti e amici -specie quelli storici- non rappresentano semplici relazioni, ma simboli attraverso cui la vita di un anziano si riempie di significato.
In un’età senile, non si vogliono creare nuove relazioni, ma si preferisce conservare quelle già presenti.
Godersi le conoscenze importanti, quelle che durano da tempo; anche perché si sente di essere arrivati a un’età risolutiva, in cui nulla può essere più rimandato.
L’anziano è abitudinario
Non è soltanto una questione di natura affettiva.
Ci sono anche motivi pratici per cui l’anziano non vuole allontanarsi dalla propria abitazione.
Il suo ambiente rappresenta, a tutti gli effetti, una zona di comfort: ha le sue abitudini, il supermercato preferito, la piazza che frequenta abitualmente.
Anche questi sono simboli che, ogni giorno, danno alla sua vita praticità e stabilità.
L’anziano sa che, tutti i giorni, deve recarsi lì. Ci sono posti che scandiscono la sua quotidianità e gli procurano benessere e relax mentali.
Trasferire un’anziano in una casa di riposo: non farlo vivere come un’imposizione!
Capita di dare per scontato che l’anziano sia d’accordo con la necessità di un trasferimento. Come se dover ricorrere a una struttura fosse un fatto che parla da sé e l’anziano ne capisse i motivi senza nemmeno doverci parlare.
In realtà, oltre che come un allontanamento dai propri affetti, l’anziano vive il trasferimento come una sconfitta personale: rappresenta la perdita della propria indipendenza e la consapevolezza di non essere più in grado di badare a se stesso.
Un fatto che l’anziano tende spesso a sminuire, attivando un senso profondo di orgoglio.
Comportarsi come se non fosse in grado di decidere aumenta il suo senso di disagio: oltre che sottratto ai propri affetti, si sentirà trattato con sufficienza.
Parlarci gli restituirà dignità e gli farà capire che il suo punto di vista conta qualcosa.

Far capire a un anziano gli aspetti positivi dell’alloggiare in una struttura
Bisogna però fare attenzione: coinvolgere un anziano in questa decisione non significa assecondare eventuali resistenze e rimostranze, dandogli modo di sottrarsi alle cure necessarie.
Significa trattarlo da persona adulta.
Non bisogna essere compassionevoli né paternalistici: loro se ne accorgeranno e si sentiranno ancora più umiliati.
Piuttosto, è importante farli sentire nel mezzo di una discussione paritaria.
Bisognerà far leva su quelli che sono gli aspetti positivi del trasferimento.
- La presenza costante a suo fianco di professionisti qualificati;
- possibilità di allacciare relazioni con gli altri ospiti;
- momenti di relax e attività ricreative.
Figure di supporto che accompagnano l’anziano per preparare l’anziano a una casa di riposo
Per quanto riguarda la necessità di trasferirsi, dal punto di vista clinico possono essere utili figure di supporto.
Psicologici, assistenti sociali, ma soprattutto il medico di base.
Chi meglio di loro, in un incontro insieme con i parenti, saprebbe far luce sulla necessità del trasferimento?
In questa delicata fase, il sostegno affettivo conta tantissimo; ma importante è anche l’autorevolezza di figure professionali il cui parere sia supportato da dati, studi ed esperienza.
Come organizzare il trasferimento in una casa di riposo? Le tappe per preparare un anziano a traslocare
Ecco una piccola guida su come comportarsi durante il trasferimento.
Una volta che l’anziano ha accettato, sarà importante rispettare i seguenti passaggi.
- Stargli vicino per tutto il periodo precedente il trasloco: sarà importante fargli passare del tempo con amici, parenti e tutte le persone care. Organizzare cene, pranzi, pomeriggi insieme, così che possa trascorrere quanti più momenti possibili con le persone a cui vuole bene prima di trasferirsi.
- Accompagnarlo nella struttura: questa è la fase in cui, più di ogni altra cosa, è importante il nostro supporto. È consigliabile accompagnarlo il giorno del trasferimento e passare con lui diverse ore. Bisogna considerare che in questo momento si sentirà molto spaesato; è facile che lo sconforto prenda il sopravvento. Utile, dunque, presentarlo agli ospiti, agli OSS, visitare con lui la struttura e aiutarlo a sistemare la propria stanza.
- Presenza costante, soprattutto nel primo periodo: abbiamo detto tante volte quanto siano importanti le visite dei parenti. Qui serve tutta la vostra vicinanza. Soprattutto nei primi mesi, le visite dovranno essere costanti. Servirà mantenere con loro i contatti tramite cellulare e videochiamate. Nelle ricorrenze e durante i compleanni, la presenza dovrà essere obbligatoria. Bisogna fargli capire che le relazioni importanti ci sono ancora e non se ne sono mai andate.

Alcuni consigli per far sentire a casa un anziano anche in una struttura
L’anziano vivrà con grande difficoltà soprattutto i primi giorni del trasferimento.
Esistono, però, alcuni accorgimenti capaci di farlo sentire ancora più a casa.
- Dargli degli oggetti a cui è affezionato: foto di familiari, lenzuola preferite, lampade, tutto ciò che possa mantenerlo legato ai ricordi;
- sistemare la stanza in un modo che è a loro familiare: con un arredamento e una disposizione che lo facciano sentire più a casa.
- Fargli capire che, per qualunque problema, si è sempre disponibili. Non dategli l’impressione di pensare che a occuparsi di lui, da questo momento in poi, saranno soltanto gli operatori.

Cosa facciamo a Villa Iris per offrirvi un trasferimento perfetto?
Qui a Villa Iris, operatori e infermieri si impegnano al massimo per offrire un ambiente familiare e confortevole per gli ospiti.
Non solo festeggiamo compleanni e stimoliamo socialità con attività ricreative, di art therapy e attività fisica, ma mettiamo a disposizione figure di supporto come lo psicologo, per assistere gli ospiti in ogni difficoltà.
Vieni a trovarci a Brecciarola e guarda come sorride la nostra casa di riposo. Saremo felici di mostrarti le stanze e rispondere a eventuali domande.