Fra le scelte più difficili che si possano fare nella vita, trasferire un parente in una casa di riposo è una delle più drammatiche.
Una decisione che mette a dura prova la nostra emotività, facendoci spesso provare sensi di colpa e sentimenti di profondo rammarico.
Delle volte, però, non possiamo farne a meno; ci sono situazioni in cui, addirittura, si dimostra essere la sola cosa buona che possiamo fare con il nostro parente.
Una struttura, quando un anziano non è più autosufficiente, è infatti il luogo migliore in cui potrebbe finire.
Un posto pensato soltanto per prendersi cura di lui, con operatori e personale che hanno fatto del suo benessere la loro missione.
Qui a Villa Iris cerchiamo di rendere le cose piacevoli e leggere festeggiando compleanni, facendo art therapy e offrendo ambienti felici e pieni di sorrisi.
Ma se proprio dovete affidare un vostro parente alle cure di una casa di riposo, come capire quando è il momento?
Quali i segnali e le avvisaglie? Ve lo diremo in questo articolo.
Trasferire un parente in una casa di riposo: il più delle volte è la scelta giusta
La prima cosa di cui dovete convincervi quando trasferite un vostro parente in una casa di riposo è che non state facendo nulla di male.
Anzi, il più delle volte è la cosa migliore e più positiva che possiate fare per la sua salute.
Quanto prima vi convincete di questa cosa, tanto prima vi libererete del peso di aver compiuto qualcosa di sbagliato.
Le resistenze dei nostri parenti al trasferimento
Dovete sapere anche che è del tutto normale che il vostro parente faccia delle resistenze e che si opponga alla vostra decisione.
Questa reazione sarà determinata da diversi motivi.
- Orgoglio, semplicemente non vorrà ammettere di averne bisogno;
- legame al proprio nido, il trasferimento lo vedrà come l’abbandono di tutti gli affetti e i riferimenti relazionali. La casa è considerata un po’ come il suo nido;
- abitudini rigide da cui non vuole slegarsi: posti preferiti, luoghi di incontro, supermercati, ecc…
Telefonate ripetute da parte del nostro parente anziano
Già successo, no? Il nostro genitore anziano è in difficoltà e succede che ci chiami al telefono. Il tono di voce è preoccupato; sembra che gli sia successo qualcosa di grave.
Alla fine, recandoci lì, ci accorgiamo che si tratta di cose assolutamente banali. Problemi con il riscaldamento, la serranda che non riesce ad abbassarsi, difficoltà ad aprire la porta.
Nulla, comunque, che non possa essere risolto con un po’ di pazienza e attenzione.
Per carità: si sa che, da anziani, si potrebbero avere difficoltà anche nelle cose banali.
È assolutamente normale, per esempio, che non riesca a leggere correttamente una bolletta, o che alcune cose non siano più immediate.
Tuttavia, se ci accorgiamo che un nostro parente non è in grado di fare cose semplicissime come svolgere le pulizie, fare la spesa o spegnere i termosifoni, che dimentica spesso le chiavi o trascura l’igiene e la cura quotidiana, sarebbe opportuno valutare la possibilità di trasferirlo in una struttura.
Aprite il frigo, e invece di trovare gli alimenti e gli ingredienti per tutta la settimana, trovate cartoni di latte a dozzine, alimenti a caso o addirittura oggetti o prodotti che non dovrebbero essere lì?
Ok, meglio iniziare a valutare la possibilità di farlo alloggiare in una struttura.
Sono piccole avvisaglie a cui dovremmo prestare attenzione.

Trasferire un parente in una casa di riposo: fare attenzione ai primi segnali di una malattia neurodegenerativa negli anziani
Non sono ancora del tutto chiare le cause di alcune patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e la malattia di Huntigon.
In molti casi si pensa che a incidere sia soprattutto il fattore ereditario; in altri lo stile di vita.
Quello che è certo però è che, se vi si fa attenzione, sarà facile individuare alcuni comportamenti che fungono da campanelli d’allarme di un eventuale decorso della malattia.
Atteggiamenti eccentrici e strampalati, sviste, piccole dimenticanze che sembrano essere qualcosa di più che banali distrazioni.
Il vostro parente dimentica spesso le chiavi quando esce di casa e prima non lo faceva? Non si ricorda mai cosa scrivere sulla lista della spesa? Se gli chiedete cosa abbia mangiato a pranzo, non riesce a ricordarsene? Vi telefona, ma poi dimentica cosa dirvi?
Bene, se sono cose che prima non succedevano, forse sarebbe opportuno ragionarci un attimo e consultare un neurologo per una visita specialistica.
La stessa preoccupazione dovremmo esprimerla se alcune azioni e movimenti elementari -come camminare e sedersi- risultano improvvisamente difficili da compiere.
I segnali per il trasferimento in una casa di riposo: tenere d’occhio anche i problemi affettivi e comportamentali
I problemi affettivi non sono da sottovalutare.
Occorre tener d’occhio tutti quei comportamenti che possano indicare un senso di solitudine, di disagio psicologico o addirittura di depressione.
In questo caso, bisogna guardare con sospetto:
- telefonate ripetute;
- visite continue in casa con qualunque pretesto;
- comportamenti e gesti per richiamare l’attenzione;
- ansia per il distacco, difficoltà a salutare o lasciar uscire di casa un amico o una persona cara.
Comportamenti che, oltre a indicare sentimenti negativi, possono essere segnali di possibili malattie degenerative, dal momento che a cambiare è anche il modo in cui il nostro parente vive le proprie emozioni.
Il trasferimento in una casa di riposo, in questi casi, si rivela un’ottima scelta perché si organizzano tante attività ricreative per il benessere mentale dell’anziano: art therapy e attività fisica, per esempio.
Inoltre, qui a Villa Iris, abbiamo uno psicologo disponibile a sostenere i nostri ospiti con colloqui individuali.

Valutare le testimonianze dei vicini quando si pensa di trasferire un parente in una casa di riposo
Per quanto si possa stare attenti alle esigenze dei nostri parenti, da adulti imperversano sempre tanti impegni. Giornate intense che possono renderci meno consapevoli di tutto ciò che abbiamo intorno.
In questo caso, se non possiamo essere presenti in ogni momento, saranno importanti le testimonianze dei vicini o di eventuali condomini per capire la situazione.
Se il nostro parente sta avendo comportamenti strani, che causano problemi al vicinato, soltanto loro potranno avvertirci.
Da tenere in considerazione se i vicini segnalano:
- il nostro parente che urla o parla da solo nell’appartamento;
- che lamenta fatti strani e inesistenti;
- che ha delle sfuriate immotivate con qualcuno.
Può capitare, per esempio, che questo lamenti rumori continui o spostamenti di mobili da chi è al piano di sopra, quando la persona in questione non muove praticamente un dito.
Occorre indagare bene su certe situazioni.
Far alloggiare in una casa di riposo gli anziani con problemi di deambulazione
Altro motivo per cui valutare la possibilità di una casa di riposo per un nostro parente sono i problemi di deambulazione.
È facile che con l’età arrivino malattie come osteoporosi, artrite e vari problemi alle articolazioni.
Se questi disturbi dovessero assumere forme croniche e debilitanti, una struttura con supporto medico disponibile, infermieri e oss, è sicuramente una delle opzioni migliori.

Badante o trasferimento in una casa di riposo per un parente anziano in difficoltà?
Oltre che la casa di riposo, si può valutare la possibilità di assumere una badante. Ne abbiamo già parlato in un articolo dedicato.
Quale la differenza?
La badante è adatta per tutte quelle impellenze pratiche a quotidiane a cui un anziano non è più in grado di ottemperare.
Tuttavia, la badante non è una figura sanitaria: per legge, si dedica soltanto alla cura e all’assistenza.
È utile, quindi, per un anziano che non voglia slegarsi dal proprio luogo e dalle proprie abitudini.
In una casa di riposo, ci si dovrebbe abituare a un ambiente diverso. Ci sarebbero, però, assistenza medica su richiesta, operatori e infermieri sempre disponibili.
Cosa scegliere fra RSA, casa di cura e casa di riposo per il trasferimento?
A seconda dello stato di salute del nostro parente, poi, potremo decidere il tipo di struttura più adatto.
- RSA: sono pensate per anziani che necessitano di cure continue e specifiche. Personale medico e infermieristico sempre disponibile.
- Case di cura: concepite per anziani che sono in parte autosufficienti, ma che soffrono di patologie acute e devono essere assistiti parzialmente dal personale medico.
- Casa di riposo: sono spazi predisposti per anziani parzialmente autonomi, ma che soffrono di condizioni di disagio sociale e affettivo. In questi luoghi, possono essere organizzate attività ricreative e sessioni di art therapy e danzaterapia messe su da OSS e personale specializzato. A Villa Iris, facciamo proprio così.

Come capire quando è il momento di trasferire un anziano in una casa di riposo? Per riassumere.
In sintesi, trasferire un anziano in una casa di riposo può essere una scelta che si compie a malincuore; tuttavia si pone necessaria per tutelare il benessere e la salute dei nostri parenti anziani.
Importante tenere in considerazione quelle situazioni in cui non si è più autosufficienti, da considerare come possibili campanelli d’allarme.
- Problemi a gestire la propria quotidianità: difficoltà a gestire le incombenze di tutti i giorni come fare la spesa, pagare le bollette, cucinare, ecc…
- malattie neurodegenerative che compromettono memoria e funzioni motorie.
- Problemi affettivi: solitudine, malinconia, bisogno di nuovi spazi, ecc…
Si può pensare di ricorrere a una badante o a una struttura. La badante, però, non è una figura medica qualificata.
Perché scegliere Villa Iris per trasferire un anziano?
Villa Iris non è pensata semplicemente come una struttura per accogliere anziani, ma come un’oasi di serenità capace di ispirare il sorriso tutti i giorni.
I nostri OSS si impegnano ogni giorno organizzando balli, danzaterapia e tante attività; soprattutto, non mancano mai di festeggiare i compleanni dei nostri ospiti. Un momento che consideriamo veramente speciale per un anziano.